Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Regno di Mercia
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwbaMercia (mwbqmwbgAFI: /ˈmɛrʧa/;cite-ref-1[1] in mwdainglese antico mwdqMiercna rīċe; mwdgin latino mwdwMerciorum regnum) era uno dei mweasette regni anglosassoni presenti in quella che ora è l'mweqInghilterra e situato nella regione delle mwegMidlands, il cui cuore era la valle del fiume mwewTrent e dei suoi affluenti. Il nome risulta una versione mwfalatinizzata dell'antico inglese mwfqMierce o mwfgMyrce (in dialetto sassone occidentale e in mwfwdialetto merciano mwgaMerce), che significa "popolo di confine" (come nel caso della mwgqMarca). La Mercia dominò per tre secoli quella che sarebbe poi diventata l'Inghilterra, sperimentando successivamente un graduale declino, fu il mwggWessex alla fine ad unire tutti i regni anglosassoni nel mwgwRegno d'Inghilterra.cite-ref-2[2]

La corte seguì un itinerario mobile nel corso dei secoli, circostanza che permette di dedurre l'assenza di una capitale fissa. Nel periodo iniziale della sua esistenza, pare che mwiqRepton fosse la sede di un'importante tenuta reale. Secondo la mwigmwiwCronaca anglosassone, fu proprio a Repton nell'873-874 che la mwjagrande armata danese depose il re di Mercia. Poco prima, mwjqOffa sembra si appoggiasse più sull'insediamento di mwjgTamworth, dove tra l'altro era stato incoronato e aveva trascorso molti natali.

Per 300 anni (tra il 600 e il 900), avendo annesso o sottomesso in un rapporto di vassallaggio cinque degli altri sei regni dell'mwkaeptarchia (mwkqAnglia orientale, mwkgEssex, mwkwKent, mwlaSussex e Wessex), la Mercia dominava l'Inghilterra a sud del fiume mwlqHumber: tale fase è passata alla storia come periodo della supremazia merciana.cite-ref-bro9495-3-0[3] Il regno di Offa, ricordato soprattutto per il suo mwmgvallo che designava il confine tra Mercia e i regni gallesi, è talvolta ricordato come "l'età dell'oro della Mercia". Nicholas Brooks fa notare che "i merciani si distinsero per essere il popolo più prospero tra quelli anglosassoni fino alla fine del IX secolo",cite-ref-4[4] mentre alcuni storici, come mwnwFrank Stenton, ritengono che l'unificazione dell'mwoaInghilterra a sud dell'estuario Humber avvenne durante il mandato di Offa.cite-ref-5[5]

A livello religioso, la Mercia rimase a lungo un regno pagano: fu mwpgPeada a convertirsi al cristianesimo intorno al 656, con il risultato che la nuova fede si diffuse capillarmente e gradualmente nel regno alla fine del VII secolo. La diocesi di Mercia vide la luce nel 656, con il primo vescovo, Diuma, che risiedeva ed esercitava le sue mansioni a Repton. Dopo 13 anni, quando nel 669 era attivo il quinto vescovo in ordine di tempo, tale mwpwChad, trasferì il vescovado a mwqaLichfield, dove da allora la sede non mutò. Nel 691, la diocesi di Mercia andò trasformata a tutti gli effetti nella diocesi di Lichfield. Per un breve periodo tra il 787 e il 799, la diocesi rimase attiva in veste di arcivescovado, anche se fu dissolta nell'803. L'attuale vescovo, Michael Ipgrave, è il 99° dalla fondazione della diocesi.cite-ref-6[6]

Alla fine del IX secolo, in seguito alle invasioni dei mwrgvichinghi e della loro vasta armata, gran parte dell'ex territorio merciano finì assorbito nel mwrwDanelaw. Al suo apice, il Danelaw includeva mwsaLondra, tutta l'Anglia orientale e la maggior parte del nord dell'Inghilterra. L'ultimo sovrano di Mercia, mwsqCeolwulf II, morì nell'879; è verosimile che in quel frangente il regno perse la sua indipendenza politica. Inizialmente governato da un signore o mwsgaldermanno sotto la signoria di mwswAlfredo il Grande, che si autoproclamò "re degli anglosassoni", il regno visse una breve parentesi di autonomia a metà del X secolo, e ancora per poco nel 1016. Ad ogni modo, in quella fase era considerata una provincia all'interno del Regno d'Inghilterra, non un'entità politica indipendente.

La Mercia appare ancora oggi utilizzata come designazione geografica e il toponimo è utilizzato da una vasta gamma di organizzazioni, comprese unità militari, enti pubblici, commerciali e di volontariato.

Contents

Storia
Lingue
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Toponimo

Il toponimo "Mercia" indicava in lingua inglese antica un "popolo di confine" (si vedano le mwuamarche gallesi), e l'interpretazione tradizionale è che il regno abbia avuto origine lungo la frontiera tra gli autoctoni mwuqgallesi e gli invasori anglosassoni. Tuttavia, P. Hunter Blair ha sostenuto un'interpretazione alternativa, cioè che i merciani proliferarono lungo la frontiera tra la mwugNorthumbria e gli insediamenti concentrati presso la valle del fiume mwuwTrent.cite-ref-7[7]

Storia

Storia antica

L'esatto sviluppo delle vicende storiche relative alla Mercia all'inizio dell'epoca mwyqanglosassone rimane più oscuro di quello della mwygNorthumbria, del mwywKent o del mwzaWessex. La Mercia sviluppò un'efficace struttura politica e adottò il mwzqcristianesimo più tardi degli altri regni.cite-ref-fou466-8-0[8] Indagini archeologiche evidenziano che gli mwagangli si stabilirono nelle terre a nord del fiume mwawTamigi nel VI secolo.

Sebbene le delimitazioni meno recenti saranno probabilmente destinate a rimanere ignote per sempre, la storiografia concorda sul fatto che «il territorio originario in mano ai merciani» includesse il grande crogiolo di tribù dell'Hidage concentrate nel sud del mwbqDerbyshire, nel mwbgLeicestershire, nel mwbwNottinghamshire, nel mwcaNorthamptonshire, nello mwcqStaffordshire e nel mwcgWarwickshire settentrionale.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]

La prima persona nominata in un documento in veste di mwfare di Mercia risultò mwfqCreoda, considerato pronipote di mwfgIcel e sovrano del cosiddetto mwfwRegno degli Iclinga, nato attorno al 520.cite-ref-11[11] Salito al potere intorno al 584, costruì una fortezza a mwhaTamworth, che divenne la residenza dei re di Mercia.cite-ref-12[12] La cronologia dei sovrani presenti nella regione è stata ricostruita nella seguente maniera. A Icel succedette il figlio mwiqPybba, nel 593. mwigCearl, parente di Creoda, seguì Pybba nel 606; nel 615, Cearl diede sua figlia Cwenburga in sposa all'influente mwiwEdvino, a capo del mwjaRegno di Deira (precursore del Regno di Northumbria), al quale aveva dato rifugio mentre era un principe in esilio.cite-ref-13[13]

I re di Mercia erano l'unica casa dominante anglosassone nell'mwkgeptarchia nota per aver rivendicato un legame familiare diretto con una dinastia reale germanica risalente ad un'epoca precedente alla migrazione.cite-ref-14[14]

Penda e la supremazia merciana

Il successivo re di Mercia, mwnqPenda, regnò dal 626 o 633 circa fino al 655. Parte di ciò che si conosce di Penda deriva dal resoconto riferito da mwngBeda il Venerabile, il quale non forniva un profilo lusinghiero della persona sia perché proveniente dalla mwnwNorthumbria sia perché pagano.cite-ref-bro9495-3-1[3] Tuttavia, Beda ammetteva che Penda consentì liberamente ai missionari cristiani di mwpaLindisfarne in Mercia e non impedì loro di predicare. Nel 633, Penda e il suo alleato mwpqCadwallon di Gwynedd sconfissero e uccisero Edvino, che era diventato non solo sovrano della Northumbria appena unificata, ma pure mwpgbretwalda, o sommo re, dei regni meridionali. In tale fase, la Mercia visse probabilmente una delle fasi di suo massimo splendore.cite-ref-bro9495-3-2[3] Quando un altro sovrano della Northumbria, mwqwOsvaldo, sorse e reclamò nuovamente la signoria del sud, subì anche la sconfitta e la morte per mano di Penda e dei suoi alleati, nel 642, nel corso della mwrabattaglia di Maserfield. Nel 655, dopo un periodo travagliato vissuto dalla Northumbria, Penda guidò 30 pretendenti al trono di quella regione a combattere il legittimo re mwrqOswiu nella mwrgbattaglia di Winwaed, in cui Penda perse e la battaglia e la sua vita.cite-ref-15[15]

Lo scontro generò un crollo temporaneo del potere merciano. Il figlio di Penda, mwtaPeada, che si era convertito al cristianesimo a mwtqRepton nel 653, succedette al padre come re di Mercia.cite-ref-16[16] Oswiu installò Peada in qualità di vice-ré, anche se nella primavera del 656 quest'ultimo fu assassinato e Oswiu assunse il dominio diretto di tutta la Mercia. Una rivolta accaduta in tale regione, nel 658, respinse la spinta della Northumbria e vide comparire sullo scenario nazionale un altro figlio di Penda, mwugWulfhere, che amministrò la Mercia come un regno indipendente (sebbene verosimilmente continuò a rendere omaggio alla Northumbria per un po') fino alla sua morte, avvenuta nel 675.cite-ref-fou466-8-1[8]cite-ref-17[17] Wulfhere riuscì in un primo frangente a ripristinare il potere della Mercia, ma alla fine del suo regno dovette convivere con le conseguenze di una grave sconfitta causata dalla Northumbria. Il successivo dominante, mwwwEtelredo, sconfisse la Northumbria nella battaglia del Trent nel 679, stabilendo una volta per tutte il controllo a lungo conteso dell'antico mwxaregno di Lindsey.cite-ref-18[18] A Etelredo seguì mwyqCenredo, figlio di Wulfhere: entrambi si distinsero nella loro vita più per le loro attività religiose che per qualsiasi altro contributo, mentre il regnante successivo subentrato nel 709, mwygCeolredo, veniva definito in una lettera di mwywSan Bonifacio come un giovane dissoluto morto pazzo. Con la dipartita di Ceolredo finiva il dominio dei diretti discendenti di Penda.cite-ref-fou466-8-2[8]

Ad un certo punto prima dell'adesione di mw0qEtelbaldo nel 716, i merciani conquistarono la regione intorno a mw0gWroxeter, nota ai gallesi come mw0wPengwern o come "il paradiso di Powys". Le elegie scritte da coloro che avevano perduto il possesso di quella terra rendono chiaro il dolore per quella perdita.cite-ref-19[19]

Il successivo importante re di Mercia, Etelbaldo, regnò in un arco temporale assai punto, dal 716 al 757.cite-ref-ven138140-20-0[20] Nei primi anni del suo regno dovette affrontare due forti oppositori, mw4qWitredo del Kent e mw4gIne del Wessex. Quando Witredo si spense nel 725 e Ine abdicò nel 726 decidendo di diventare monaco a Roma, Etelbaldo riuscì a stabilire l'egemonia merciana sul resto degli anglosassoni a sud dell'mw4wHumber.cite-ref-ven138140-20-1[20] Il vittorioso monarca subì una battuta d'arresto nel 752, quando i sassoni occidentali sotto mw6aCutredo lo sconfissero, ma sembra aver ripristinato la sua supremazia sul Wessex entro il 757.cite-ref-ven138140-20-2[20]cite-ref-21[21]

Nel luglio 2009, è stato ritrovato il tesoro aureo di Staffordshire di epoca anglosassone ad opera di Terry Herbert in un campo vicino a mw8gLichfield, nello Staffordshire.cite-ref-ulw64-22-0[22] L'insediamento fungeva da centro religioso di Mercia e i manufatti andarono provvisoriamente datati da Svante Fischer e Jean Soulat come risalenti intorno al 600-800 d.C.cite-ref-ulw64-22-1[22] Se le ricchezze furono realizzate da mw-wanglosassoni di fede pagana o cristiani rimane poco chiaro, così come lo scopo a cui era stato destinato il lavoro.cite-ref-bbc-23-0[23]

Regno di Offa e ascesa del Wessex

Dopo l'omicidio di Etelbaldo ad opera di una delle sue guardie del corpo nel 757, scoppiò una guerra civile che si concluse con la vittoria di mwaqcOffa, discendente di Pybba. Offa (al potere dal 757 al 796) dovette ricostruire l'egemonia che il suo predecessore aveva esercitato sugli inglesi del sud, e lo fece con tale successo che divenne il più grande re che la Mercia avesse mai conosciuto.cite-ref-gob232-24-0[24] Non solo prevalse in battaglia in diverse occasioni dominando in Inghilterra meridionale, ma prese anche parte attiva nell'amministrazione degli affari del suo regno, fondando mwaqwcittà di mercato e sovrintendendo alle prime grandi emissioni di monete d'oro in Gran Bretagna. Assunse inoltre un ruolo nell'amministrazione della Chiesa cattolica in Inghilterra (battendosi per la promozione dell'arcivescovado di Lichfield di breve durata, dal 787 al 799), e negoziò persino con mwaq0Carlo Magno da pari a pari. A Offa viene attribuita la costruzione del mwaq4vallo omonimo che segnava il confine tra Galles e Mercia.cite-ref-25[25]

Offa si sforzò di assicurarsi che suo figlio mwarqEcgfrith gli succedesse, ma dopo la sua dipartita, avvenuta nel luglio 796, Ecgfrith sopravvisse al potere per soli cinque mesi e il regno passò a un lontano parente di nome mwaruCenwulf nel dicembre 796.cite-ref-gob232-24-1[24] Nell'821, mwaroCeolwulf, il fratello di quest'ultimo, gli subentrò assumendo la corona della Mercia: egli dimostrò la sua abilità militare attaccando e distruggendo l'importante fortezza di mwarsDeganwy, nel mwarwGwynedd. Il potere dei mwar0sassoni occidentali sotto mwar4Egberto (re del Wessex dall'802 all'839) crebbe durante questo periodo, tuttavia, e nell'825 Egberto sconfisse il merciano mwar8Beornwulf (che aveva rovesciato Celwulf nell'823) a mwasaEllandun.cite-ref-26[26]

La schermaglia appena menzionata si rivelò decisiva: Beornwulf fu ucciso mentre sopprimeva una rivolta tra gli angli orientali e il suo successore, un vecchio aldermanno di nome mwasyLudeca (regnò dall'826 all'827), incontrò la stessa sorte.cite-ref-27[27] Un altro aldermanno, mwassWiglaf, regnò in seguito per meno di due anni prima che Egberto del Wessex lo scacciasse dalla Mercia. Nell'830, Wiglaf riconquistò l'indipendenza per la Mercia, ma in quel momento il Wessex era chiaramente diventato la potenza dominante in Inghilterra. Nell'840 circa, mwaswBeorhtwulf subentrò a Wiglaf.cite-ref-28[28]

Arrivo dei danesi

Nell'852, mwatwBurgred salì al trono e con mwat0Etelvulfo del Wessex soggiogò il mwat4Galles settentrionale.cite-ref-hil214-30-0[30] Nell'868 gli invasori danesi occuparono mwaumNottingham e cacciarono Burgred dal suo regno nell'874, con mwauqCeolwulf II che prese il suo posto.cite-ref-hil214-30-1[30] Nell'877, i danesi si impadronirono della parte orientale della Mercia, divenuto parte del mwaukDanelaw.cite-ref-had10-31-0[31] Ceolwulf, ultimo mwau4dominus della Mercia, rimase al potere fino all'879.cite-ref-had10-31-1[31] Dall'883 circa e fino alla sua morte nel 911 mwavmEtelredo governò la Mercia sotto la signoria del Wessex.cite-ref-kir245-32-0[32] Alfredo convertì il suo titolo da "re dei sassoni occidentali" a "re degli anglosassoni" per riflettere l'accettazione della sua signoria su tutta l'Inghilterra meridionale non sotto il dominio danese. Tutte le monete coniate in Mercia dopo la scomparsa di Ceolwulf nell'879 circa riportavano nella definizione del titolo il re della Sassonia occidentale.cite-ref-kir245-32-1[32] Etelredo aveva sposato mwavwEthelfleda (870 circa-12 giugno 918), figlia di mwav0Alfredo il Grande del Wessex (r. 871-899), assumendone le funzioni quando suo marito si ammalò nell'ultimo decennio della sua vita.cite-ref-costambeys-33-0[33]

Dopo la morte di Etelredo nel 911, Ethelfleda regnò come "Signora dei Merciani", ma il successore di Alfredo in veste di re degli anglosassoni, mwawmEdoardo il Vecchio (r. 899-924), assunse il controllo di Londra e mwawqOxford, che Alfredo aveva posto sotto la signoria di Etelredo. Ethelfleda e suo fratello continuarono la politica di Alfredo di costruire dei mwawuburh fortificati, tanto che nel 918 avevano conquistato il Danelaw meridionale nell'Anglia orientale e la Mercia danese.cite-ref-costambeys-33-1[33]

Perdita dell'indipendenza

Quando Ethelfleda morì nel 918, Elfwynn, figlia di Etelredo, subentrò come "Seconda Signora dei Merciani", ma nel giro di sei mesi Edoardo l'aveva privata di ogni autorità in Mercia e l'aveva portata nel Wessex.cite-ref-costambeys-33-2[33] A Edoardo successe, come re degli anglosassoni, il figlio maggiore mwaxaAtelstano (al potere dal 924 al 939), che era cresciuto in Mercia, la cui autorità andò immediatamente accettata ovunque tranne nel Wessex, almeno fino all'anno successivo. Nel 927 conquistò la Northumbria e divenne così il primo monarca di tutta l'Inghilterra.cite-ref-34[34] La Mercia riacquistò brevemente una propria esistenza politica separata dal Wessex nel 955-959, quando Edgar divenne re di Mercia, e di nuovo nel 1016, quando mwaxuCanuto ed mwaxyEdmondo II si spartirono il regno inglese, con il primo che acquisì la Mercia.cite-ref-35[35] La Mercia preservò una sua identità separata come contea fino alla mwaxsconquista normanna nel 1066.cite-ref-36[36]

Suddivisioni della Mercia

Per conoscere la composizione interna del Regno di Mercia, bisogna fare affidamento su un documento di epoca incerta, forse della fine de VII secolo, noto come mwaykTribal Hidage.cite-ref-ulw66-37-0[37] Questo riferisce di una valutazione dell'estensione, ma non l'ubicazione, dei terreni posseduti (stimati in base all'unità di misura dellmway4'mway8mwazahide), e quindi gli obblighi militari e forse le tasse dovute, da ciascuna delle tribù merciane e dei regni soggetti per nome.cite-ref-ulw66-37-1[37] Il resoconto è sopravvissuto in diverse copie successive, alcune addirittura del XIV secolo. L'atto elenca un certo numero di popoli, come gli mwazuhwicce, che ora sono scomparsi, anche se non i toponimi da loro originati. Le principali suddivisioni della Mercia erano le seguenti:cite-ref-ulw6667-38-0[38]

Merciani del Sud
I merciani che abitavano a sud del fiume Trent. Le tribù locali includevano i mwaz0mwaz4tomsaete, concentrati intorno a mwaz8Tamworth e i mwaaaPencersete, vicini a mwaaePenkridge (tra mwaaiSouth Staffordshire e mwaamNorth Warwickshire).
Merciani del Nord
I merciani che abitavano a nord del fiume Trent (grosso modo tra mwaayEast Staffordshire, mwaacDerbyshire e mwaagNottinghamshire).
Mercia esterna
Una zona che comprendeva amministrativamente le prime terre sottomesse dai merciani, forse del VI secolo (grosso modo mwaasLincolnshire meridionale, mwaawLeicestershire, mwaa0Rutland, mwaa4Northamptonshire e mwaa8Oxfordshire settentrionale).
mwabeLindsey
Un tempo regno a sé stante, conteso con la mwabmNorthumbria nel VII secolo prima di passare definitivamente sotto il controllo merciano (più o meno corrispondente al mwabqNorth Lincolnshire).
Middle Angles
Un'unione di molti piccoli gruppi tribali sotto il controllo merciano del VII secolo, tra cui gli mwabcSpaldinga intorno a mwabgSpalding, i mwabkBilminga e mwaboWideringa vicino a mwabsStamford, i mwabwGyrwe del nord e del sud vicino a mwab0Peterborough, i mwab4Wixna orientali e occidentali, i mwab8Wille orientali e occidentali vicino a mwacaEly, gli mwaceSweordora, gli mwaciHurstinga e i mwacmGifle vicino a mwacqBedford, gli mwacuHicce intorno a mwacyHitchin, i mwaccmwacgsassoni delle Chiltern presso le mwackcolline omonime e i mwacoFeppinga vicino a mwacsThame (grosso modo mwacwCambridgeshire, mwac0Bedfordshire, mwac4Hertfordshire, mwac8Buckinghamshire e mwadaOxfordshire meridionale).
mwadiHwicce
Un tempo regno a sé stante, conteso con il mwadqWessex nel VII secolo prima di passare definitivamente sotto il controllo merciano. I gruppi tribali minori all'interno includevano gli mwaduStoppinga intorno a mwadyWarwick e gli mwadcArosaete vicino a mwadgDroitwich (grosso modo mwadkGloucestershire, mwadoWorcestershire e mwadsWarwickshire meridionale).
Un popolo del confine gallese, noto anche come Westerna, sotto il controllo merciano dal VII secolo. I gruppi tribali più piccoli all'interno includevano i mwad8Temersete vicino a mwaeaHereford e gli mwaeeHahlsete vicino a mwaeiLudlow (grosso modo mwaemHerefordshire e mwaeqShropshire meridionale).
Wreocansete
Un popolo del confine gallese sotto il controllo della Mercia dal VII secolo. Gruppi tribali più piccoli all'interno includevano i mwaecRhiwsete vicino a mwaegWroxeter e i mwaekMeresete vicino a mwaeoChester (grosso modo mwaesNorth Shropshire, mwaewFlintshire e mwae0Cheshire).
mwae8Pecset
Un gruppo tribale isolato del mwafePeak District, sotto il controllo merciano dal VII secolo (mwafiDerbyshire settentrionale).
Una regione non meglio individuata a livello amministrativo sotto il controllo merciano del VII secolo (approssimativamente mwafyMerseyside e mwafcGrande Manchester).
Conquistato a spese dell'mwafsEssex nell'VIII secolo, includeva Londra (grosso modo mwafwGrande Londra, mwaf0Hertfordshire e mwaf4Surrey).

Dopo che la Mercia fu annessa al Wessex all'inizio del X secolo, i governanti della Sassonia occidentale la divisero in mwagashire modellate sul proprio sistema, effettuando le divisioni sulla base di quelle tradizionali di epoca merciana. Queste contee sono sopravvissute perlopiù intatte fino al 1974, tanto che ancora oggi seguono in gran parte i loro confini originali.cite-ref-ulw6667-38-1[38]

Lingue

Il dialetto merciano fiorì tra l'VIII e il XIII secolo e fu citato da John Trevisa, il quale annotava nel 1387:cite-ref-elmes-39-0[39]

«Gli uomini dell'est con gli uomini dell'ovest, per così dire sotto la stessa parte del cielo, presentano più somiglianze nella parlata con gli uomini del nord che con quelli del sud. Per questo, i merciani, uomini dell'Inghilterra centrale, essendo in pratica confinanti con tutti, comprendono meglio i vari idiomi del nord e del sud più di chiunque altro.»

mwag4J. R. R. Tolkien è uno dei tanti studiosi che si sono occupati di esaminare e ricostruire il dialetto merciano legato alla mwag8lingua inglese antica, introducendo vari termini di quell'epoca nel suo mwahamwaheLegendarium – specialmente in relazione al mwahiRegno di Rohan, altrimenti noto come mwahmMark (un nome affine a mwahqMercia). Il dialetto merciano gettò di fatto la base del linguaggio di Tolkien di Rohan.cite-ref-40[40] Inoltre, ad alcuni dei suoi sovrani aveva assegnato gli stessi nomi dei monarchi che compaiono nella genealogia reale di Mercia (ad esempio Fréawine, Fréaláf e mwahkÉomer).cite-ref-41[41]

Religione

I primi re di Mercia erano fedeli al culto tradizionale e resistettero all'espansione del cristianesimo più a lungo di altri regni dell'eptarchia anglosassone.cite-ref-42[42]

I governanti merciani rimasero infatti risolutamente pagani fino al regno di Peada nel 656, anche se ciò non impedì loro di unirsi a coalizioni con i governanti cristiani gallesi per resistere alla Northumbria. La prima apparizione del cristianesimo in Mercia, tuttavia, era avvenuta almeno trent'anni prima, in seguito alla mwaikbattaglia di Cirencester del 628, quando Penda incorporò nel suo regno i territori precedentemente sassoni occidentali di Hwicce.cite-ref-43[43]

La conversione della Mercia al cristianesimo avvenne nell'ultima parte del VII secolo e, in contemporanea alla sconfitta e alla morte di Penda, la Mercia appariva in gran parte circondata da stati cristiani. Diuma, monaco irlandese e missionario di Oswiu, andò successivamente ordinato vescovo, il primo ad operare in Mercia.cite-ref-all70-44-0[44] Il cristianesimo alla fine prese piede in Mercia quando Oswiu sostenne Peada come vice-ré dell'Inghilterra centrale, chiedendogli di sposare la figlia di Oswiu, Alchflaed, e di accettare la sua religione.cite-ref-all70-44-1[44]

Passi decisivi per cristianizzare la Mercia furono intrapresi da mwajgChad (latinizzato da mwajkBeda in mwajoCeadda), il quinto vescovo a operare nella regione.cite-ref-45[45] A questo controverso personaggio fu assegnata della terra da re Wulfhere per costruire un monastero a mwaj8Lichfield. Le prove suggeriscono che il mwakamwakeLibro di Lichfield fu realizzato nella località da cui trae il nome intorno al 730.cite-ref-fle172174-46-0[46] Come in altri regni anglosassoni, i numerosi piccoli monasteri fondati dai re di Mercia permisero all'aristocrazia, all'apparato militare e al clero di consolidare la propria unità attraverso vincoli di parentela e unioni coniugali.cite-ref-fle172174-46-1[46]

Lascito

Usi moderni del nome Mercia

Il termine mwak0midlands si registra per la prima volta (come mwak4mydlande) nel 1555.cite-ref-47[47] È possibile, quindi, che fino ad allora Mercia fosse rimasto il termine preferito, come emergerebbe dalla citazione di John Trevisa.cite-ref-elmes-39-1[39]

John Bateman, che scriveva nel 1876 o nel 1883, si riferiva alle proprietà terriere contemporanee di mwalgCheshire e mwalkStaffordshire come parte della Mercia.cite-ref-48[48] La fonte più credibile per l'idea di una Mercia contemporanea restano i romanzi di mwal4Thomas Hardy sul mwal8Wessex. Il primo di questi, edito nel 1874, e lo stesso Hardy lo considerò all'origine del concetto di un Wessex contemporaneo. mwamaBram Stoker ambientò il suo romanzo del 1911 mwamemwamiLa tana del Verme Bianco in una Mercia contemporanea che potrebbe essere stata influenzata dalla visione di Hardy, il cui segretario era amico del fratello di Stoker. Sebbene la "Mercia edoardiana" non abbia mai avuto il successo del "Wessex vittoriano", rimaneva un'idea che piaceva alle alte sfere della società. Nel 1908, sir Oliver Lodge, rettore dell'mwammUniversità di Birmingham, scrisse alla sua controparte di mwamqBristol, dando il benvenuto a una nuova università degna "[...] la grande provincia del Wessex di cui soddisferà i bisogni di istruzione superiore. non sarà rivale, ma collega e collaboratore di questa università, la cui provincia è Mercia [...]".cite-ref-49[49]

L'mwamoesercito britannico ha fatto uso di diverse identità regionali per nominare formazioni più grandi e amalgamate. Dopo la mwamsseconda guerra mondiale, i reggimenti di fanteria di mwamwCheshire, Staffordshire e mwam0Worcestershire furono organizzati nella mwam4Mercian Brigade (1948-1968).cite-ref-50[50] Oggi, "Mercia" appare nei titoli di due reggimenti: il reggimento merciano, fondato nel 2007, che recluta nel Cheshire, nel mwanmDerbyshire, nel Nottinghamshire, nel Worcestershire e in parti della Grande Manchester e delle Midlands occidentali, e la yeomanry reale della Mercia e di Lancaster, fondata nel 1992 come parte dell'mwanqesercito territoriale.cite-ref-51[51]cite-ref-52[52] Nel 1967, le forze di polizia di mwan0Herefordshire, Shropshire e Worcestershire sono confluite nel mwan4West Mercia Constabulary, che ha cambiato la denominazione in mwan8West Mercia Police nel 2009.cite-ref-53[53]

Gli elenchi telefonici delle Midlands includono un gran numero di organizzazioni commerciali e di volontariato che utilizzano "Mercia" nei loro nomi e nel 2012 è stata costituita una nuova lega di calcio chiamata mwaouMercian Regional Football League (oggi mwaoyShropshire Premier League).cite-ref-54[54]

Simbolismo e araldica attribuita

Non esiste una versione autentica e incontrovertibile dello stemma merciano, poiché l'mwapiaraldica non si sviluppò in alcuna forma riconoscibile fino all'mwapmAlto Medioevo.cite-ref-55[55]

La mwapkdecusse o croce di Sant'Andrea come simbolo della Mercia potrebbe essere stata in uso fin dai tempi di mwapoOffa.cite-ref-fi-56-0[56] Nel XIII secolo, la croce di Sant'Andrea era diventata il simbolo attribuito del Regno di Mercia.cite-ref-hp96-57-0[57] Lo stemma si compone di una mwaqmblasonatura mwaqqazzurrata e una croce di Sant'Andrea in colore giallo. Il simbolo andò successivamente utilizzato dalla mwaquCattedrale di St Albans (in origine abbazia), fondata dal re Offa di Mercia. Con lo scioglimento dell'edificio religioso e l'incorporazione del comune di mwaqySt Albans, lo stemma ha finito per diventare quello ufficiale dell'entità amministrativa, come riporta una visita araldica del 1634.cite-ref-hp96-57-1[57]

La decusse è usata sia come bandiera che come stemma: simboli del primo genere si rintracciano presso il mwaqwcastello di Tamworth, l'antica sede dei re di Mercia, dove sventola tuttora.cite-ref-fi-56-1[56] La bandiera appare anche sui cartelli stradali che danno il benvenuto alle persone a mwareTamworth, l'"antica capitale della Mercia". Fu altresì sventolata dal concistoro di Birmingham durante il 2009, mentre il tesoro dello Staffordshire era in mostra in città prima di essere portato al mwariBritish Museum di Londra. La croce è stata incorporata in una serie di stemmi di città merciane, tra cui Tamworth, mwarmLeek e mwarqBlaby. È stata riconosciuta come bandiera della Mercia dal mwaruFlag Institute nel 2014.cite-ref-fi-56-2[56]

L'aquila bicipite d'argento sormontata da una corona sassone d'oro a tre punte è stata usata da diverse unità dell'esercito britannico come stemma araldico per la Mercia dal 1958, incluso il cosiddetto reggimento merciano. Il disegno deriva dal presunto emblema di mwarsLeofrico di Coventry nell'XI secolo.cite-ref-ngw-58-0[58] Ad un'analisi attenta, tuttavia, alcuni studiosi hanno fatto notare come alla figura di Leofric venisse affiancata un'aquila nera con una sola testa (e non dunque bicipite).cite-ref-ngw-58-1[58]

La mwasuviverna, un genere di mwasydrago partorito dalla mitologia europea, iniziò ad avere una forte associazione con la Mercia nel XIX secolo. La mwascMidland Railway, che usava come stemma una viverna bianca (argento) mwasgsans legs (senza gambe), avendola ereditata dalla ferrovia di Leicester e Swannington, affermava che la "viverna rappresentava la stendardo del Regno di Mercia", oltre ad essere "uno dei simboli distintivi della città di Leicester".cite-ref-59[59] Il simbolo è apparso su numerose stazioni e altri edifici aziendali nella regione ed è stato indossato come distintivo d'argento da tutti i dipendenti in uniforme. Tuttavia, nel 1897 il mwas0Railway Magazine notò che "non sembrava esserci alcun fondamento storico per cui la viverna fosse associata al Regno di Mercia".cite-ref-60[60] Il legame con mwatiLeicester risaliva ai tempi di mwatmTommaso Plantageneto (1278 circa-1322), il più potente signore delle Midlands, che lo adottò come suo stemma personale, e fu registrato in una visita araldica della città nel 1619.cite-ref-61[61]

Nel romanzo del 1911 di mwatkBram Stoker mwatomwatsLa tana del Verme Bianco, come detto esplicitamente ambientato a Mercia, la viverna bianca merciana mwatwsans legs della Midland Railway si trasformava in una bestia mostruosa, ovvero il verme da cui deriva il titolo del testo. Il termine mwat0worm (in italiano "verme") deriva dall'inglese antico mwat4wyrm e originariamente si riferiva a un drago o un serpente. mwat8Wyvern ("viverna") deriva dall'mwauaantico sassone mwauewivere, che significa anche serpente, ed è etimologicamente correlato a mwauiviper ("mwaumvipera").cite-ref-62[62]

La fonte ultima per il simbolismo dei draghi bianchi in Inghilterra sembrerebbe essere l'opera di fantasia di mwaukGoffredo di Monmouth intitolata mwauoLa storia dei re di Britannia (1136 circa), che racconta un episodio della vita di Merlino dove si vede un drago rosso combatterne uno bianco e prevalere. Il mwausdrago rosso venne poi adottato come simbolo dai gallesi e la loro eventuale vittoria sugli invasori anglosassoni, simboleggiati dal drago bianco.cite-ref-63[63]

Il filologo e studioso di Tolkien mwaveTom Shippey ha suggerito che il Medio Regno ne mwavimwavmIl cacciatore di draghi di J.R.R. Tolkien, una storia incentrata su un drago, riprendeva aspetti geografici e geomorfologici della Mercia, ovvero la zona dell'Inghilterra dove Tolkien era cresciuto. La figura leggendaria, chiamata mwavqChrysophylax, sebbene perlopiù ostile, alla fine aiutava Giles a fondare un suo dominio, il Piccolo Regno. Shippey poneva infine l'attenzione sul mwavuMark, cioè la terra dei mwavycavalieri di Rohan, i quali avevano tutti nomi nel dialetto merciano dell'antico inglese. Con mwavcMark si soleva indicare in epoca alto-medievale l'Inghilterra centrale: l'espressione veniva probabilmente indicata e pronunciata come "marc", piuttosto che utilizzando il sassone occidentale "mearc" o la versione latinizzata "Mercia".cite-ref-64[64]

Note

cite-note-11. mwawi mwawmmwawqBruno Migliorini mwawuet al., mwawymwawcScheda sul lemma "Mercia"mwawo, in mwaximwaxmDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwaxqISBNmwaxu 978-88-397-1478-7.mwaxc
cite-note-22. mwaxs(mwaxwmwax0EN) mwax4mwax8Mercia, su mwayamwayeEnciclopedia Britannica. mwayiURL consultato il 4 ottobre 2021.
cite-note-bro9495-33. mwayomwaysBrown e Farr (2005),mwayw pp. 94-95.
cite-note-44. mwaza(mwazemwaziEN) Nicholas Brooks, mwazmmwazqAnglo-Saxon Myths: State and Church, 400-1066, A&C Black, 1998, p.mwazu 61, mwazyISBNmwazc 978-08-26-45792-9.
cite-note-55. mwazw(mwaz0mwaz4EN) F. M. Stenton, mwaz8mwa0aThe Supremacy of the Mercian kings, in mwa0ePreparatory to Anglo-Saxon England, Oxford, 1970, pp.mwa0i mwa0m48–66.
cite-note-66. mwa0c(mwa0gmwa0kEN) mwa0omwa0sA new diocesan bishop: Rt Revd Dr Michael Ipgrave's 'Season of Welcome, su mwa0wDiocese of Lichfield.
cite-note-77. mwa1amwa1eBlair (1948),mwa1i pp. 119-121.
cite-note-fou466-88. mwa1omwa1sFouracre (2005),mwa1w p. 466.
cite-note-99. mwa2a(mwa2emwa2iEN) Peter Trudgill, mwa2mmwa2qDialects, Psychology Press, 2004, p.mwa2u 42, mwa2yISBNmwa2c 978-04-15-34262-9.
cite-note-1010. mwa2w(mwa20mwa24EN) Rory Naismith, mwa28mwa3aEarly Medieval Britain, c. 500-1000, vol.mwa3e 1, Cambridge University Press, 2021, p.mwa3i 198, mwa3mISBNmwa3q 978-11-08-42444-8.
cite-note-1111. mwa3k(mwa3omwa3sEN) Timothy Venning, mwa3wmwa30The Kings & Queens of Anglo-Saxon England, Amberley Publishing Limited, 2013, p.mwa34 45, mwa38ISBNmwa4a 978-14-45-62459-4.
cite-note-1212. mwa4u(mwa4ymwa4cEN) P.L. Kessler, mwa4gmwa4kKingdoms of the Anglo-Saxons - Iclingas & Mercians, su mwa4ohistoryfiles.co.uk. mwa4sURL consultato il 4 ottobre 2021.
cite-note-1313. mwa48(mwa5amwa5eEN) Brian Daniel Starr, mwa5imwa5mAncestral Secrets of Knighthood, BookSurge Publishing, 2007, p.mwa5q 135, mwa5uISBNmwa5y 978-1419680120.
cite-note-1414. mwa5s(mwa5wmwa50EN) Michelle P. Brown e Carol A. Farr, mwa54mwa58Mercia: An Anglo-Saxon Kingdom in Europe, Bloomsbury Publishing, 2005, p.mwa6a 17, mwa6eISBNmwa6i 978-14-41-15353-1.
cite-note-1515. mwa6cmwa6gFouracre (2005),mwa6k p. 465.
cite-note-1616. mwa60mwa64Brown e Farr (2005),mwa68 p. 51.
cite-note-1717. mwa7m(mwa7qmwa7uEN) Timothy Venning, mwa7ymwa7cThe Anglo-Saxon Age: An Alternative History of Britain, Pen and Sword, 2013, p.mwa7g 45, mwa7kISBNmwa7o 978-17-83-46894-2.
cite-note-1818. mwa78(mwa8amwa8eEN) Arthur West Stubbs e William Haddan, mwa8imwa8mCoucils and Ecclesiastical Documents relating to Great Britain and Ireland, vol.mwa8q 3, BoD, 2020, p.mwa8u 130, mwa8yISBNmwa8c 978-38-46-05034-7.
cite-note-1919. mwa8wmwa80Evans e Fulton (2019),mwa84 p. 41.
cite-note-ven138140-2020. mwa9y(mwa9cmwa9gEN) Timothy Venning, mwa9kmwa9oThe Anglo-Saxon Age: An Alternative History of Britain, Pen and Sword, 2013, pp.mwa9s 138-140, mwa9wISBNmwa90 978-17-83-46894-2.
cite-note-2121. mwa-i(mwa-mmwa-qEN) Stanley Sandler, mwa-umwa-yGround Warfare: An International Encyclopedia, vol.mwa-c 1, ABC-CLIO, 2002, p.mwa-g 8, mwa-kISBNmwa-o 978-15-76-07344-5.
cite-note-ulw64-2222. mwa-e(mwa-imwa-mEN) Lars Ulwencreutz, mwa-qmwa-uThe Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, p.mwa-y 64, mwa-cISBNmwa-g 978-13-04-58135-8.
cite-note-bbc-2323. mwa-0(mwa-4mwa-8EN) mwbaamwbaeHuge Anglo-Saxon gold hoard found, su mwbaimwbamBBC News, 24 settembre 2009. mwbaqURL consultato il 4 ottobre 2021.
cite-note-gob232-2424. mwbaoIvan Gobry, mwbasmwbawL'Europa di Cluny: riforme monastiche e società d'Occidentemwba0 : secoli VIII-XI, vol.mwba4 3, Città Nuova, 1999, p.mwba8 23, mwbbaISBNmwbbe 978-88-31-19241-5.
cite-note-2525. mwbbyChris Wickham, mwbbcmwbbgL'eredità di Roma: Storia d'Europa dal 400 al 1000 d.C., traduzione di Renato Riccardi, Gius.Laterza & Figli Spa, 2020, p.mwbbk 135, mwbboISBNmwbbs 978-88-58-12662-2.
cite-note-2626. mwbca(mwbcemwbciEN) Charles Oman, mwbcmmwbcqA History of England, Endymion Press, 2018, p.mwbcu 29, mwbcyISBNmwbcc 978-15-31-29293-5.
cite-note-2727. mwbcw(mwbc0mwbc4EN) Barbara Yorke, mwbc8mwbdaKings and Kingdoms of Early Anglo-Saxon England, Routledge, 2002, p.mwbde 205, mwbdiISBNmwbdm 978-11-34-70724-9.
cite-note-2828. mwbdg(mwbdkmwbdoEN) P.L. Quinn, mwbdsmwbdwFelix Holt, the True Story, Lulu.com, 2017, p.mwbd0 170, mwbd4ISBNmwbd8 978-02-44-61150-7.
cite-note-291. mwbeqmwbeuFalkus e Gillingham (1989),mwbey p. 52.
cite-note-hil214-3030. mwbew(mwbe0mwbe4EN) Paul Hill, mwbe8mwbfaThe Viking Wars of Alfred the Great, Casemate Publishers, 2008, p.mwbfe 214, mwbfiISBNmwbfm 978-17-81-59836-8.
cite-note-had10-3131. mwbfo(mwbfsmwbfwEN) D.M. Hadley, mwbf0mwbf4The Northern Danelaw: Its Social Structure, c.800-1100, Bloomsbury Publishing, 2001, p.mwbf8 10, mwbgaISBNmwbge 978-14-41-16713-2.
cite-note-kir245-3232. mwbggmwbgkKirby (2020),mwbgo p. 245.
cite-note-costambeys-3333. mwbhi(mwbhmmwbhqEN) Diz White, mwbhumwbhyHaunted Cotswolds, The History Press, 2010, p.mwbhc 38, mwbhgISBNmwbhk 978-07-52-46239-4.
cite-note-3434. mwbh4(mwbh8mwbiaEN) David Roffe, mwbiemwbiiThe English and Their Legacy, 900-1200: Essays in Honour of Ann Williams, Boydell Press, 2012, p.mwbim 119, mwbiqISBNmwbiu 978-18-43-83794-7.
cite-note-3535. mwbioGuglielmo di Malmesbury, mwbismwbiwGesta Regum, vol.mwbi0 5, Edizioni Studio Tesi, 1992, p.mwbi4 33, mwbi8ISBNmwbja 978-88-76-92281-7.
cite-note-3636. mwbju(mwbjymwbjcEN) Reginald Allen Brown, mwbjgmwbjkAnglo-Norman Studies VII: Proceedings of the Battle Conference 1984, vol.mwbjo 7, Boydell & Brewer, 1985, p.mwbjs 197, mwbjwISBNmwbj0 978-08-51-15416-9.
cite-note-ulw66-3737. mwbkq(mwbkumwbkyEN) Lars Ulwencreutz, mwbkcmwbkgThe Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, p.mwbkk 66, mwbkoISBNmwbks 978-13-04-58135-8.
cite-note-ulw6667-3838. mwbli(mwblmmwblqEN) Lars Ulwencreutz, mwblumwblyThe Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, pp.mwblc 66-67, mwblgISBNmwblk 978-13-04-58135-8.
cite-note-elmes-3939. mwbmamwbmeElmes (2005),mwbmi p. 114.
cite-note-4040. mwbmy(mwbmcmwbmgEN) Michael D.C. Drout, mwbmkmwbmoJ.R.R. Tolkien Encyclopedia: Scholarship and Critical Assessment, Routledge, 2006, p.mwbms 471, mwbmwISBNmwbm0 978-11-35-88033-0.
cite-note-4141. Shippey nota come Tolkien adoperi versioni 'merciane' dell'idioma anglosassone. È il caso di "mwbnimwbnmSaruman, mwbnqHasufel, mwbnu mwbnyHerugrim, legate all'inglese 'standard' [anglosassone] mwbncSearuman, mwbngHeasufel e mwbnkHeorugrim": mwbno(mwbnsmwbnwEN) Tom Shippey, mwbn0mwbn4The Road to Middle-Earth: How J. R. R. Tolkien Created a New Mythology, HMH, 2014, p.mwbn8 141, mwboaISBNmwboe 978-05-47-52441-2.
cite-note-4242. mwboy(mwbocmwbogEN) Annie Whitehead, mwbokmwbooMercia: The Rise and Fall of a Kingdom, Amberley Publishing Limited, 2018, p.mwbos 16, mwbowISBNmwbo0 978-14-45-67653-1.
cite-note-4343. mwbpi(mwbpmmwbpqEN) Jim Bradbury, mwbpumwbpyThe Routledge Companion to Medieval Warfare, Routledge, 2004, p.mwbpc 137, mwbpgISBNmwbpk 978-04-15-22126-9.
cite-note-all70-4444. mwbqa(mwbqemwbqiEN) Grant Allen, mwbqmmwbqqEarly Britain - Anglo-Saxon Britain, BoD, 2019, p.mwbqu 70, mwbqyISBNmwbqc 978-37-34-06908-6.
cite-note-4545. mwbqw(mwbq0mwbq4EN) Richard Dutton, Alison Gail Findlay e Richard Wilson, mwbq8mwbraTheatre and Religion: Lancastrian Shakespeare, Manchester University Press, 2003, p.mwbre 82, mwbriISBNmwbrm 978-07-19-06363-3.
cite-note-fle172174-4646. mwbro(mwbrsmwbrwEN) Richard Fletcher, mwbr0The Conversion of Europe, HarperCollins, 1997, pp.mwbr4 172-174, 181-182, mwbr8ISBNmwbsa 0-00-255203-5.
cite-note-4747. mwbsu(mwbsymwbscEN) Norris McWhirter e Moira F. Stowe, mwbsgmwbskThe Guinness Book of Answers: A Handbook of General Knowledge, 3ªmwbso ed., Guinness Superlatives, 1980, p.mwbss 239, mwbswISBNmwbs0 978-08-51-12202-1.
cite-note-4848. mwbti(mwbtmmwbtqEN) mwbtumwbtyBateman’s Great Landowners – Appendices, su mwbtcprestonhistory.com. mwbtgURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-4949. mwbtw(mwbt0mwbt4EN) Basil Cottle e J.W. Sherborne, mwbt8mwbuaThe Life of a University, Università di Bristol, 1951, p.mwbue 33.
cite-note-5050. mwbuu(mwbuymwbucEN) mwbugmwbukMercian Brigade, su mwbuosymbols.com. mwbusURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-5151. mwbu8(mwbvamwbveEN) mwbvimwbvmThe Mercian Regiment, su mwbvqarmy.mod.uk. mwbvuURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-5252. mwbvk(mwbvomwbvsEN) mwbvwmwbv0Unit History: Royal Mercian Lancastrian Yeomanry, su mwbv4forces-war-records.co.uk. mwbv8URL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-5353. mwbwm(mwbwqmwbwuEN) mwbwymwbwcPolice of West Mercia, su mwbwgjusticeinspectorates.gov.uk. mwbwkURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-5454. mwbw0(mwbw4mwbw8EN) mwbxamwbxeStatistiche e informazioni sul campionato, su mwbxifulltime.thefa.com. mwbxmURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-5555. mwbxcmwbxgFox-Davies (1909),mwbxk pp. 1-18.
cite-note-fi-5656. mwbye(mwbyimwbymEN) mwbyqmwbyuMercia: St Alban's Cross, su mwbyyflaginstitute.org. mwbycURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-hp96-5757. mwby0(mwby4mwby8EN) mwbzamwbzeMiddlesex & Hertfordshire Notes and Queries, vol.mwbzi 3, Hardy and Page, 1897, p.mwbzm 96.
cite-note-ngw-5858. mwbzk(mwbzomwbzsEN) mwbzwmwbz0Heraldic of the World - Coventry, su mwbz4ngw.nl. mwbz8URL consultato il 5 ottobre 2021 mwbaa(archiviato dall'mwbaeurl originale il 28 giugno 2008).
cite-note-5959. mwbau(mwbaymwbacEN) Clement Edwin Stretton, mwbagmwbakThe History of the Midland Railway, Methuen & Company, 1901, p.mwbao 351, mwbasISBNmwbaw 978-02-59-68126-7.
cite-note-6060. mwbbemwbbiThe Railway Magazine, vol.mwbbm 102, 1897.
cite-note-6161. mwbbc(mwbbgmwbbkEN) Angela Jennings, mwbbomwbbsThe Wyvern Around Leicester, su mwbbwu3asites.org.uk. mwbb0URL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-6262. mwbcemwbcimwbcmThe lair of the white worm, su mwbcqcatalog.loc.gov, 1ªmwbcu ed.. mwbcyURL consultato il 5 ottobre 2021.
cite-note-6363. mwbcoMartin Arnold, mwbcsmwbcwStoria dei Draghi: Dai Nibelunghi a Game of Thrones, ODOYA, 2019, p.mwbc0 189, mwbc4ISBNmwbc8 978-88-62-88573-7.
cite-note-6464. mwbdq(mwbdumwbdyEN) A. Zettersten, mwbdcmwbdgJ.R.R. Tolkien's Double Worlds and Creative Process: Language and Life, Springer, 2011, p.mwbdk 175, mwbdoISBNmwbds 978-02-30-11840-9.

Bibliografia

• citerefblair-1948(EN) Peter Hunter Blair, The Northumbrians and their Southern Frontier, in Archaeologia Aeliana, vol. 26, 1948, pp. 98-126.
• citerefbrown-e-farr-2005Michelle Brown e Carol Farr, Mercia: An Anglo-Saxon Kingdom in Europe, 2005, ISBN 0-8264-7765-8.
• citerefelmes-2005(EN) Simon Elmes, Talking for Britain: A Journey Through the Nation's Dialects, Penguin, 2005, ISBN 0-14-051562-3.
• citerefevans-e-fulton-2019(EN) Geraint Evans e Helen Fulton, The Cambridge History of Welsh Literature, Cambridge University Press, 2019, ISBN 978-11-07-10676-5.
• citereffalkus-e-gillingham-1989(EN) Malcolm Falkus e John Gilligham, Historical Atlas of Britain, Kingfisher, 1989, ISBN 0-86272-295-0.
• citereffox-davies-1909(EN) Arthur Charles Fox-Davies, A Complete Guide to Heraldry, Londra, T.C. & E.C. Jack, 1909.
• citereffouracre-2005(EN) Paul Fouracre, The New Cambridge Medieval History, c.500 - c.700, Cambridge, Cambridge University Press, 2005, ISBN 978-05-21-36291-7.
• citerefkirby-2020(EN) D.P. Kirby, The Earliest English Kings, Routledge, 2020, ISBN 978-1-00-008286-9.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Regno di Mercia

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itMercia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Mercia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.